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Topper Harley


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Topper Harley, ex-alcolizzato esperto in strategie di pace, vive in esilio in un tepee in Nepal, in compagnia di un'amica immaginaria vestita di nero con una falce in mano. Richiamato in patria per salvare la libertà di pensiero in una pericolosa missione in Eurasia, incontra una splendida professoressa di cui si innamora perdutamente e che ricambia la passione con ardore epiteliale. Un giorno, per motivi ancora ignoti, lei lo abbandona e lui, tornato nel suo tepee dopo aver disertato, decide di aprire questo blog per raccontare il resto della sua vita.

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lunedì, 29 settembre 2008

Torno subito.


Topper Harley | 09:26 | commenti (10)

martedì, 23 settembre 2008

Capire chi si nasconde dietro a 45 sms è impresa ardua, specialmente se piove. Perchè quando piove i pensieri si bagnagno e si mischiano tra loro come in un acquerello astratto. E l'interpretazione diventa libera e soggettiva. E ognuno vede solo ciò che vuol vedere. E sente solo ciò che vuol sentirsi dire. E quindi sorrido quando ti penso intento a rileggere quei 45 sms, mentre cerchi di capire chi sono.

Chi sono non lo so. Sono uno... nessuno, centomila. Sono tante facce della stessa medaglia, che cambiano in continuazione ogni volta che viene lanciata in aria la moneta. Testa, croce, testa, croce... e poi ancora testa e poi ancora croce... e la moneta cade a terra, in equilibrio anche stavolta. Sfidando le leggi della probabilità. Così non saprai mai qual è la mia vera faccia. Ho un armadio pieno di maschere, che cambio con la stessa rapidità con cui cambio un paio di scarpe o un vestito. E ogni giorno che passa il mio guardaroba aumenta, tanto che ci sono maschere che non metto da anni, mentre altre fanno ormai parte della quotidianità.

Indosso il mio costume da istrice e mi assicuro che gli auculei siano sempre appuntiti. E ne faccio buon uso mascherandoli dietro a battute sarcastiche, una costante insofferenza e una sottile noncuranza. Ne risulta un PH alterato, che nemmeno il detergente Infasil riesce a ristabilire. Ne risulta una persona fredda e critica. Circondata da un alone di ghiaccio. Lontana e terribilmente irrangiungibile, che attrae gli sconosciuti, incuriositi da cotanto mistero. Ma il costume è fatto di carta velina e alla minima folata di vento vola via. Sotto la pioggia più lieve si scioglie. E scompare.

Avrai letto 20 sms e ancora, di me, non avrai capito niente. E arriva la bora, che scompiglia i capelli e solleva le gonne. E io non porto le mutandine.

Al messaggio numero 30 capirai che la sola cosa che voglio è qualcuno nel letto per scaldare via l'inverno, e dei soldi in tasca per non rimanere mai senza birra.

Al 33esimo, mi vedrai piangere lacrime di vernice nell'angolo più buio di una cantina piena di tele dipinte.

Menù --> Messaggi --> Ricevuti --> n. 35
e ti sarai innamorato di me perchè hai scoperto che ho le fossette sulla schiena, sopra il sedere. Perchè nemmeno tu sai resistere alle mie tante contraddizioni. Perchè sapere che esisto, che da qualche parte vivo, respiro, dormo, amo e piango, ti fa stare bene. Anche se non mi hai mai visto. Ma al messaggio successivo già mi odierai per le mie contraddizioni, perchè esisto, vivo, respiro, dormo, amo e piango. E perchè non mi hai mai visto. Mi odierai perchè vorresti capire tutto di me. Ma nemmeno io stessa posso vantare un'effettiva conoscenza del mio personaggio, figuriamoci della mia persona.

40 e ormai stai per gettare la spugna, vinto dall'idea malsana che io sia ormai un fantasma, un ologramma progettato dal più esperto ingeniere infromatico. Così perfetto da sembrare vivo, ma che svanisce non appena lo si tocca. Ed è per questo che non mi faccio toccare mai. Ho paura di essere solo un ologramma.

Non so quanti altri stati d'umore avrò cambiato e sicuramente ti avrò trattato male, poi ti avrò fatto toccare il cielo con un dito, poi ti avrò promesso che ci saremmo visti... e chissà quant'altro... e tu avrai smesso di credermi, perchè continuo a darti buca... perchè quando mi annunci che sei a Verona io sparisco sempre. Ogni volta ne ho una.

Son piena di contraddizioni, che male c'è.
Adoro le complicazioni, fanno per me.
Non metterò la testa a posto, mai.
A maggio vedrai, che mi sposerai...

Chissà che faccia farai quando al 50esimo sms ti dirò che sono alla stazione di Roma...


Topper Harley | 18:08 | commenti (14)

giovedì, 18 settembre 2008

Oggi scriverò di quel racconto che non è mai nato, di quel giorno al mare in cui è stato concepito e di quella bottiglia Magnum che non stapperò. Scriverò di quella storia che era nella mia testa e che il blocco dello scrittore mi ha impedito di portare a termine. Perché non sono uno scrittore. Parlerò di quella spiaggia di scogli che conosco fin da quando ero bambino, dove non c’era sabbia per scrivere t’amo ma acqua e sale che anni dopo mi hanno fatto male. Parlerò dell’entusiamo di scrivere un racconto sulla realtà dell’accaduto, dell’idea di poterci vincere un concorso, della rivincita di quel racconto di vita sulla vita stessa. Penserò anche. Riderò se mi andrà di farlo. Ricorderò quel bacio che ho subito e quello che non ho dato perché l’ho sognato. Ritroverò quel viso che ho stampato in mente e lo perderò se l’ho creato.
Scriverò di tutto questo e di altro se ne avrò voglia. Perché a volte ti prende e non ti lascia spazio, ti soffoca, ti stringe e devi buttarlo fuori. Perché non puoi imprigionarlo, devi scriverlo. Perché è tutto nella tua testa, perché è arrivato il momento, perché è passato troppo tempo.
Scriverò, sì, lo scriverò. Ma non qui.


Topper Harley | 23:07 | commenti (7)