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Topper Harley


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Topper Harley, ex-alcolizzato esperto in strategie di pace, vive in esilio in un tepee in Nepal, in compagnia di un'amica immaginaria vestita di nero con una falce in mano. Richiamato in patria per salvare la libertà di pensiero in una pericolosa missione in Eurasia, incontra una splendida professoressa di cui si innamora perdutamente e che ricambia la passione con ardore epiteliale. Un giorno, per motivi ancora ignoti, lei lo abbandona e lui, tornato nel suo tepee dopo aver disertato, decide di aprire questo blog per raccontare il resto della sua vita.

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martedì, 24 luglio 2007

C'era una volta una storia, semplice e unica, che non aveva il coraggio di farsi ascoltare, rimanendo ogni volta bloccata in gola senza poter uscire. Restava così a guardare, senza cambiare una virgola nè mettere punto, ferma, inquieta, a confondersi tra i pensieri ricorrenti, le scoperte, i sogni e il futuro incerto nella strada di un ragazzo.

C'era una volta un ragazzo, irrequieto e sognante, che non aveva voce per raccontare quella storia, spazio per disegnarla e testa per amarla. Era deciso, fiducioso e paziente. E aspettava. Che il vento soffiasse nella sua direzione. Che il tempo gli venisse incontro. Che le sue parole fossero raccolte da chi avesse occhi per ascoltarle e volontà di ricordarle.

C'era una volta un paio di occhi, occhi chiari e radiosi che non avevano fretta di pensare e verità da scoprire. Non erano in grado di stare in silenzio né di muoversi senza scuotere gli animi ma, nel loro profondo, sapevano dove guardare e come ascoltare.

C'era una volta una storia e c'è ancora, ingenua e breve, tutto sommato contenta di non correre rischi di essere fraintesa. Gelosa del suo significato, non voleva disperderlo ma regalarlo. Era figlia di un sogno e di un'emozione, nella mente di un ragazzo che sapeva di aver qualcosa da dire e di due occhi che potevano ascoltare.

Quella storia vive ancora nascosta, non esce e non cresce. Forse non verrà mai fuori, non griderà mai al mondo la sua singolarità, la sua inquietudine, la sua passione. O forse inizierà a raccontarsi non con il suono della voce ma con la polvere di una matita.

Ecco perché il ragazzo irrequieto e sognante ha iniziato a scriverla.
Ecco perché i due occhi chiari e radiosi hanno iniziato a leggerla.


Topper Harley | 11:59 | commenti (32)

martedì, 17 luglio 2007

Dio:  Sveegliaati Toopeeer!

Topper:  Uh… oh… Chi sei?

Dio:  Io sono il Signore Dio Tuo!

Topper:  Il signore di…?

Dio:  Dio Tuo!

Topper:  Ah… mi sembrava mio padre che mi dava la sveglia.

Dio:  Onora il padre e la madre!

Topper:  Sì, sì, sono onorati. E’ che mi svegliano sempre, anche di domenica…

Dio:  Ricordati di santificare le feste!

Topper:  Appunto, la domenica è sacra, lo dicono tutti.

Dio:  Non avrai altro Dio fuori di me!

Topper:  Tranquillo. Ho già difficoltà con un dio, figuriamoci con gli altri. Berlusconi vale?

Dio:  Non nominare il nome di Dio invano!

Topper:  Berlusconi? Non lo nomino mai, giuro!

Dio:  Non dire falsa testimonianza!

Topper:  Beh… sì, ogni tanto lo mando a quel paese e sputo anche sui suoi manifesti…

Dio:  Non commettere atti impuri!

Topper:  Eeeeh vabbè, per uno sputo… ma forse ti riferivi all’altra sera con Giulia...

Dio:  Non desiderare la donna d’altri!

Topper:  Come fai a sapere che è sposata? Siamo stati attenti, eravamo appartati…

Dio:  Non rubare!

Topper:  Ok, ok… abbiamo preso l’auto di suo marito…

Dio:  Non desiderare la roba d’altri!

Topper:  Rimetterò a posto l’autoradio…

Dio:  Non uccidere!

Topper:  Ma non ho mai ucciso nessuno!

Dio:  No? Davvero? Cazzo, stava funzionando…


Topper Harley | 11:14 | commenti (25)

venerdì, 13 luglio 2007

I sacramenti sono sette, come i peccati capitali, i nani, le meraviglie del mondo, i re di Roma e tante altre co-sette. Di questo forse dovevo parlare il 07/07/07 ma sono arrivato tardi e oggi è venerdi 13, data che potrebbe ricordare i sette film della saga di Jason, se non fosse che in realtà sono molti di più. Mi sono sbagliato.
Tuttavia io volevo parlare dei sacramenti e, più in particolare, della mia repulsione per la chiesa, nata in tempi non sospetti per una serie di sbagli. Sono stato battezzato dopo un mese dalla nascita, come desideravo da una vita. Anni dopo, ho iniziato il catechismo che pensavo fosse una lingua straniera. Mi sbagliavo. Non sono mai riuscito ad imparare l’atto di Fede e forse per questo oggi il TG4 mi fa vomitare. Durante le prove per la prima comunione, inavvertitamente ho fatto cadere un cero gigante e il tappeto sotto l’altare ha preso fuoco. Da quel giorno, ogni volta che entravo in chiesa, l’acqua benedetta raggiungeva subito la temperatura per la pasta e tutti i presenti si facevano il segno della croce, il che poteva essere normale se non fosse che anche Gesù scendeva dalla croce e ripeteva “nel nome di mio padre, mio e dello zio Santo”. I miei studi non contemplavano l’ora di religione. Il professore, durante quei sessanta minuti, mi dirottava in palestra dove io iniziavo a leggere i primi romanzi fantasy, tipo la Bibbia. Il crocifisso a volte spariva dall’aula ma, appena finivo di giocare, lo rimettevo a posto: mi serviva quando dimenticavo a casa Skeletor e non avevo contro chi far combattere He-Man.
Crescendo, mi sono cresimato. Dovevo battezzare mio nipote. A lui piaceva giocare nell’acqua, non potevo negarglielo. Ho ancora le cinque dita del prete stampate sul collo per avergli inventato che seguivo le messe di Don Salvatore. Ho commesso uno sbaglio: Don Salvatore era partito come missionario dieci anni prima.
Qualche anno fa, nella mia formazione, fa la sua comparsa il nome di Joseph Ratzinger che non era ancora sua eminenza bianca. Conoscevo Joseph Retinger, sua eminenza grigia, che già faceva le sue cazzate con il Bilderberg. Ho pensato che fossero la stessa entità, sua eminenza grigio perla, ma mi sbagliavo.
L’otto per mille lo firmo perché peggio della Chiesa c’è solo lo Stato. O sbaglio?
Tornando ai sacramenti, probabilmente non giungerò mai all’ordine né all’unzione degli infermi, anche perché ne ignoro la sostanza e ho paura di sbagliare.
Su una cosa però non sbaglierò mai: il matrimonio.


Topper Harley | 17:55 | commenti (18)

martedì, 10 luglio 2007

Ho trovato il modo di far esplodere il mio talento: www.jacksonpollock.org.


Topper Harley | 14:28 | commenti (17)

mercoledì, 04 luglio 2007

Arriva un momento, nella vita di un uomo, in cui bisogna prendere coraggio e iniziare a stirare.


Topper Harley | 09:52 | commenti (21)