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Topper Harley


PERCHE'

Topper Harley, ex-alcolizzato esperto in strategie di pace, vive in esilio in un tepee in Nepal, in compagnia di un'amica immaginaria vestita di nero con una falce in mano. Richiamato in patria per salvare la libertà di pensiero in una pericolosa missione in Eurasia, incontra una splendida professoressa di cui si innamora perdutamente e che ricambia la passione con ardore epiteliale. Un giorno, per motivi ancora ignoti, lei lo abbandona e lui, tornato nel suo tepee dopo aver disertato, decide di aprire questo blog per raccontare il resto della sua vita.

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lunedì, 28 agosto 2006
Desiderio

Penso ad una famiglia. Una moglie piacente e intelligente, autonoma e automunita, impegnata e impiegata, con una carriera, delle ambizioni e una predilezione per il marito e i figli. Mora e ben proporzionata in un’equazione esatta tra cuoca insaziabile e amante affamata. Due bambini, due anni di differenza, due dita di diffidenza: sempre d’accordo, sempre insieme, diligenti a scuola oggi e dirigenti nel lavoro domani.

Immagino una casa. Una villetta in periferia con un prato all’inglese e l’altalena appesa all’albero. I nani. Un cane, nano, yorkshire o pechinese, educato e pulito, che scodinzoli per casa e giochi in giardino con l’osso del vicino.

Vedo dell’altro. Una station wagon col Tom Tom e il seggiolino. I weekend fuori città in città sempre più fuori. Un lavoro ben remunerato per non fare conti e sconti a fine mese. Un guardaroba vario ed elegante, con giacche per ogni occasione e cravatte classiche e originali al tempo stesso e camicie da colletto bianco e scarpe italiane perché italians do it better. Amici benestanti e simpatici, possibilmente accoppiati, meglio sposati, con i quali riunirsi la sera per cenare insieme e condividere le esperienze più interessanti: il vestitino comprato in quel negozietto all’angolo, il ritardo in ufficio per il traffico sulla tangenziale, il bimbo che ha rigettato sulla polo appena stirata. Giocare a carte, guardare i filmini delle vacanze trascorse insieme e ridere a crepapelle nel rivivere quella volta in cui il testimone di nozze è cascato dentro la piscina. I viaggi ad agosto in mete colorate come la Costa Azzurra o il Mar Rosso e i viaggi a Natale in mete bianche come la neve. Una vecchiaia tranquilla. La moglie a braccetto, l’anello al dito, la palla al piede. Le 4 S: la Salute a letto, il Sesso in testa, il Successo in tasca, i Soldi altrui. I figli inseriti nella società, la società inserita nel denaro, il denaro inserito in una tessera magnetica, la tessera magnetica inserita in una fessura e così via in un fotti-fotti generale.

Questo è tutto ciò che non voglio avere.


Topper Harley | 20:16 | commenti (27)

domenica, 27 agosto 2006



Alba o tramonto. Inizio della festa o fine. In partenza o in arrivo. Spiaggia o discarica. Vivi o morti. Non fa differenza.


Topper Harley | 16:00 | commenti (6)

giovedì, 17 agosto 2006

“fai quello che vuoi” sono state le sue ultime parole prima del fattaccio. stretti stretti dentro un sacco a pelo creato per una persona, quella frase ha avuto il potere di far evaporare tutto l’alcool che avevo in corpo, che probabilmente si è sparso per l’etere visto che la spiaggia all’improvviso si è trasformata in una bolgia di ubriaconi senza meta e con una sola idea in testa: sì, proprio quella. il sangue ha iniziato a scorrere nelle vene (colto il messaggio subliminale?) e malgrado sapessi benissimo chi avevo accanto… mi correggo, chi avevo sotto, non sono stato in grado di resistere. ho lottato con ogni muscolo del mio corpo, forse però ho iniziato da quello sbagliato. la mia guerra interiore è durata un tempo infinito, uno barra due nanosecondi, poi ho iniziato a baciarla secondo l’antico detto per cui il bacio non è altro che l’apostrofo invisibile tra le parole ti voglio. la stella che ha esaudito il mio desiderio si è esaurita ed è caduta. la stella che doveva esaudire il mio secondo desiderio invece non è caduta malgrado il cielo tremasse. e il mio secondo desiderio non si è realizzato. ancora. in compenso le mie quattro mani cadevano un po’ ovunque e per la prima volta io sorridevo. stavo sss... hmm… baciando l’ultima ragazza che avrei dovuto baciare sulla faccia della terra e lo volevo e lo voleva e non lo volevano perché ci avevano provato tutto il giorno senza nemmeno poterne sentire il profumo (il mattino successivo pacche sulle spalle e strette di mano: ero diventato il loro idolo, adorato con un mezzobusto di sabbia in mezzo alle palme).

ci siamo lasciati guidare dai nostri desideri. volevamo solo una cosa. allora ho gridato dal piacere e subito il rum è arrivato. avevamo sete. niente di strano se non fossero state le nove del mattino.

“non dobbiamo dirlo a nessuno” sono state le sue prime parole dopo il fattaccio. le ho fatto notare che, incastrati come eravamo dentro il sacco a pelo, non c’erano molte possibilità di insabbiare tutto. poi ho visto quanta sabbia avevo dentro il costume e ho capito che le donne hanno sempre ragione. e anche quando alla fine mi ha detto che la giornata era stata perfetta, nonostante mi fossi buttato a mare vestito con il cellulare in tasca, nonostante la mia fotocamera fosse stata portata via dalle ruspe, nonostante la mia auto fosse stata portata via dalla municipale… beh… aveva ragione.

il suo nome significa anima e io l’ho ritrovata. solo per un giorno però. perché se quella fottuta stella non si decide a cadere, la mia anima continuerà a vagare in cerca della sua gemella.


Topper Harley | 20:06 | commenti (14)

lunedì, 14 agosto 2006

Sto tornando.
Forse.


Topper Harley | 16:14 | commenti (9)